Ascoltare le città come fossero musica, carpirne il suono segreto e i suoi riverberi nelle opere degli artisti. È seguendo questa stramba e romantica idea che un giovane scrittore siciliano vola a Los Angeles: in tasca ha il biglietto per un mondo magico popolato da UFO, animali parlanti, Mustang cabriolet, funghi allucinogeni e burritos volanti.

Incontra maestri come Ry Cooder e giovani band come gli Allah-Las, dorme nell’ultimo letto di Gram Parsons e segue le tracce di David Bowie. E questa ricerca si trasforma presto in una magnifica ossessione che dalla California lo porta a Berlino, la città del Muro e della rinascita, di Nick Cave, degli Einstürzende Neubauten e della love parade.

E che lo fa poi rimbalzare dall’altra parte dell’Oceano, verso Detroit, la “motor town”, la città della catastrofe postindustriale e dei sogni di redenzione, della Motown e della techno.

Apparentemente ingenuo ma curiosissimo, stralunato ma pratico di mondo, Bongiorno si muove come un investigatore della fantasia in questo triangolo magico dove musicisti, artisti, architetti, scrittori e gente comune hanno intrecciato le loro vite lungo un secolo nemmeno tanto breve, producendo la musica più travolgente, l’architettura più inventiva, la letteratura più straordinaria, il cinema senza tempo e i sogni più accecanti.

 

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